Associazione culturale "Giugnola nel cuore"
una voce dall'Appennino Tosco-Emiliano Romagnolo per conservare le radici, per non dimenticare e andare avanti.

Autori
Questo volume è nato dall'esigenza di alcuni iscritti dell'Associazione Culturale "Giugnola nel cuore" di "dar voce" ai propri sentimenti e ai propri modi espressivi. Tra di essi, alcuni hanno già pubblicato testi di racconti, o di poesie, o di esperienze di vita; altri si sono cimentati per la prima volta in una pubblicazione.
La caratteristica principale del libro è quella di aver messo insieme, appunto come in un concerto, voci e strumenti di età diverse (dai dieci ai settant'anni e oltre), creando così una sinergia stimolante e particolare, anche se ciò può aver in qualche modo penalizzato l'omogeneità del testo.
L'Associazione infatti intende coinvolgere nelle proprie iniziative giovani e meno giovani, nell'ottica del raggiungimento dei fini culturali legati al territorio appenninico.
I temi trattati in questo libro sono inerenti al periodo dell'immediato dopoguerra, quando le campagne ancora erano affollate e le famiglie numerose. Un periodo di grande miseria e privazioni di ogni tipo, non più certamente augurabili, però anche pervaso da uno "spirito di gruppo" molto forte. La gente a quei tempi sapeva divertirsi con nulla, aveva senso dell'ironia, era più di adesso comunità, sapeva essere solidale con chi ne aveva bisogno, sosteneva e rispettava gli anziani, non aveva la tensione di "dover correre per arrivare" o "far di tutto per apparire". Questo si respira ampiamente nei racconti di Anna Ceroni, infarciti di fantasia, spesso e volentieri persino boccacceschi, ma attraversati da una vena di serenità e di purezza, che li rende gradevolissimi e sempre accattivanti.
Mauro Conti ha fatto proprio qualcosa fuori dal comune: ha viaggiato attraverso i paesi dell'Est in vespa. Viaggi per anni ripetuti in una minuta "visitazione" di quel pianeta "alieno" che per lungo tempo aveva sollecitato la sua fantasia e più ancora la sua volontà di sapere e di capire. Strade dell'Est è il rendiconto di quell' esperienza, così straordinaria e coinvolgente che il suo sapore e le sue densità non possono non conservarne sulla pagina l'intensa ricchezza di un evento memorabile. Quello che sorprende nel racconto è che il viaggiatore non si avventura su vie sconosciute con l'usuale psicologia del turista. Questo moderno Marco Polo a due ruote ha bisogno di fare i conti con due sfide, con se stesso e con il mondo che va a scoprire: vuole potersi incontrare con la gente, in diretta, per conoscere quegli altri suoi simili che vivono in una dimensione diversa; vuole "sporcarsi" in mezzo alla vita, insieme a loro.
Cinquant'anni fa: un tuffo nella memoria in un mondo definitivamente tramontato, eppure ricco di suggestioni. Pierluigi Giovannini si accosta al microcosmo della sua Giugnola (cum l'era), popolata di personaggi fortemente caratterizzati eppure universali, con delicata levità e con l'orgoglio di chi è ben determinato a mantenere vive e rigogliose le radici della sua terra. Con questi racconti brevi, in cui compaiono personaggi realmente esistiti, vicende e costumi della sua infanzia e adolescenza, l'autore ha voluto dare testimonianza di un mondo artigiano e contadino ormai tramontato ed ha ritenuto giusto che i protagonisti si esprimessero nel loro linguaggio (e'dialèt). Tutto ciò per dare testimonianza di una civiltà che pur apparendo così lontana e quasi preistorica, ci può ancora insegnare qualcosa.
Raccolta di poesie che spazia in un arco di tempo di circa trentacinque anni, che giustifica appunto il titolo "Frammenti", anche se la maggiore parte di esse appartiene a un periodo piuttosto recente. I soggetti sono di vario genere, comunque il più possibile a carattere generale umano, in modo che chi legge possa in qualche modo rispecchiarsi. Trattano perciò: dall'amore ai perché della vita e della morte, dalla natura ai vari sentimenti che affiorano nell'animo umano, dal grande mistero del "poi" alle profonde e significative "certezze" del nostro presente.
"C'era una volta un piccolo mondo, anzi tanti piccoli mondi e ognuno viveva nel suo. Il mio si trovava ai piedi del Monte la Fine, dalla cui cima godevo il privilegio di dominare tutto il cerchio dell'orizzonte dove cielo e terra si confondono." Bruno Lelli scrive in modo autobiografico con precisione, tenerezza ed anche ironia di sé, della sua famiglia, della tradizione e dei mestieri di quel mondo tra gli anni cinquanta e sessanta. Dove se pur attanagliati da una grande miseria si viveva con dignità e serenità. Questo piccolo, ma prezioso patrimonio di vita vissuta viene proposto alle persone anziane che possono fare una festosa rimpatriata tra i loro ricordi più cari, ma soprattutto ai giovani perché riflettano su un concetto basilare: il mondo non è nato ieri assieme a loro, esisteva anche prima, le radici del presente vengono da lontano.
Luciana Prantoni presenta il suo libro di poesie,dicendo che in realtà non lo sono: le chiama più che altro riflessioni di vita, a volte in rima, a volte no. Sono pensieri, affermazioni, ribellioni, amore, tenerezza, constatazioni, rimpianti, insomma, sentimenti, che in un modo o nell'altro hanno modellato il corso della sua vita come l'acqua che pian piano modella, scava, corrode, accarezza e disseta. Il tema della Memoria è il motivo conduttore che ritorna costante e silenzioso; è lei che la costringe dolcemente, sotto sotto, ma tenacemente, a rivivere e valorizzare la vita nel ricordo di persone che hanno improntato la loro esistenza su valori umani universali: amore, amicizia, onestà,costanza, bontà e laboriosità.
Luciana Prantoni educatrice di scuola materna in pensione, ha avuto modo con questo libro, di chiamare a raccolta "i suoi pargoli", generazionalmente rinnovati , invitandoli dentro "Nel castello bello.bello" per esplorarne gli affascinanti misteri, per animarne gli androni con estrose creazioni poetiche, per coglierne messaggi, semplici e profondi allo stesso tempo, quali la fratellanza, l'amicizia, il pulsare delle stagioni, gli affetti familiari, la voglia di vivere giocosamente il dono meraviglioso dell'esistenza.